mercoledì 1 giugno 2016

RECENSIONE: TI DARO' IL SOLE - JANDY NELSON

Titolo: Ti darò il sole

Autore: Jandy Nelson

Editore: Rizzoli

Data di pubblicazione: 26 maggio 2016

Prezzo: 16,00 €

Pagine: 500

Trama:
Solo un paio d'ore dividono Noah da Jude, ma a guardarli non si direbbe nemmeno che sono fratelli: se Noah è la luna, solitaria e piena di incanto, Jude è il sole, sfrontata e a proprio agio con tutti. Eppure i due gemelli sono legatissimi, quasi avessero un'anima sola. A tredici anni, su insistenza dell'adorata madre stanno per iscriversi a una prestigiosa accademia d'arte. Tecnicamente è Noah ad avere il posto in tasca - è lui quello pieno di talento, il rivoluzionario, l'unico che nella testa ha un intero museo invisibile - e invece in un salto temporale di tre anni scopriamo che è Jude ad avercela fatta, ma anche che i due fratelli non si parlano più, che Noah ha smesso di dipingere, che si è normalizzato, e che Jude si è ritirata dal mondo che tanto le calzava a pennello. Cos'ha potuto scuotere il loro legame così nel profondo? In un racconto a due voci e a due tempi, Noah e Jude ci precipitano tra i segreti e le crepe che inevitabilmente si aprono affacciandosi all'età adulta, ma anche nelle coincidenze che li risospingono vicini, laddove, forse, il mondo può ancora essere ricucito.

Cosa Penso:
«Posso prenderlo?»
Rimango di stucco. Non mi ha mai chiesto un disegno. E io li do via molto malvolentieri. «In cambio del sole, delle stelle, degli oceani e di tutti gli alberi, ci farò un pensierino» dico, sapendo che non accetterà mai. Lei sa che enorme bisogno ho del sole e degli alberi. Ci dividiamo il mondo da quando abbiamo cinque anni. Adesso mi sto prendendo la rivincita: il dominio dell’universo è alla mia portata per la prima volta.
«Scherzi, vero?» dice rizzandosi. Sta diventando troppo alta, e la cosa mi infastidisce. È come se di notte qualcuno venisse ad allungarla. «Così mi restano solo i fiori, Noah.»
Bene, penso. Non lo farà mai. Questione chiusa. Invece no. Si sporge in avanti dopo aver messo il blocco in verticale e contempla il ritratto come aspettando che l’inglese le rivolga la parola.
«Okay» dice. «Alberi, stelle e oceani. Va bene.»
«E il sole, Jude.»
«Oh, giusto» dice, lasciandomi di stucco. «Ti darò il sole.»
«Ora ho praticamente tutto io! Sei matta!»
«Ma io ho lui.»

Sto scrivendo questa lettura a caldo, ho letto le ultime pagine di questo libro in pausa pranzo, e ora (dopo cena) sono già seduta davanti al pc per scrivere la mia recensione. Generalmente quando finisco di leggere un libro preferisco far passare qualche giorno prima di scrivere la mia recensione, ma non questa volta, perchè devo assolutamente parlarvi di questo libro fantastico.

 Ti darò il sole” è il secondo libro di Jandy Nelson – pubblicato nel 2014 in lingua originale con il titolo “I’ll give you the Sun” – è arrivato da qualche giorno in Italia grazie alla Rizzoli dopo aver vinto nel 2015 la Printz Medal – stesso premio che è stato assegnato anche a Jhon Greene con “Cercando Alaska” – e che ha fatto del romanzo della Nelson il migliore del 2015 nella categoria Young Adult. E credetemi è davvero lo Young Adult migliore dell’anno.
Io sono totalmente in estasi per questo libro!

Era il lontano 2011, se non sbaglio, quando ho conosciuto Jandy Nelson leggendo il suo romanzo d’esordio “The Sky Is Everywhere” – uno dei libri più belli e poetici che abbia mai letto in tutta la mia vita. Un libro che ha scavato una voragine nel mio cuore e ci si è incastrato dentro per poi non uscirne più, un libro che mi ha totalmente, inesorabilmente incantata. E speravo ardentemente che qualche casa editrice italiana portasse da noi il suo secondo romanzo, e per fortuna la Rizzoli mi ha accontentato.  Ero al settimo cielo quando ho scoperto che sarebbe arrivato in Italia ed ero al settimo cielo quando mi è stata proposta la lettura. Sì ero al settimo cielo, ma anche un pochino spaventata dal pensiero che “Ti darò il sole” potesse non essere all’altezza con il libro d’esordio dell’autrice, ma fin dalle primissime righe del primo capitolo mi sono resa conto che le mie paure erano totalmente infondate. Perché Jandy Nelson ha un modo di scrivere che è puro incanto, è magia. Con le sue parole ammalia, conquista, rapisce e trasporta in un mondo meraviglioso fatto di deliziose stramberie che gonfiano il cuore e lo fanno battere come un pazzo nel petto. I suoi libri non solo regalano emozioni, ma le emozioni si vivono si sentono sulla pelle in modo forte e chiaro e si insinuano nell’anima fino ad arrivare al cuore dove scavano voragini e rimangono intrappolate per sempre. I suoi libri, semplicemente, travolgono. È proprio così che mi sono sentita con “Ti darò il sole”: travolta e sopraffatta. Sopraffatta dalle deliziose stranezze dei personaggi, sopraffatta dall’arte che trasuda in ogni riga scritta e sopraffatta dalla storia d’amore che mi ha riempito il cuore.
È dificcilissimo per me scrivere questa recensione, prima di tutto perché ho la certezza assoluta che le mie parole non possano minimamente rendere giustizia alla meraviglia di questo libro, ma soprattutto perché la portata delle emozioni che mi ha fatto vivere è talmente intensa e forte che credo non esistano parole in tutto il dizionario della lingua italiana che possano descriverle a dovere. È difficile scrivere questa recensione, anche perché, quando un libro mi prende così tanto, vorrei tenere le sensazioni provate solo per me, stringerle forte, forte, al petto e non condividerle con nessuno. Ne sono come gelosa, vorrei che fossero solo mie e di nessun’altro. Ma mi rendo conto che sarebbe terribilmente egoista da parte mia, perché tutti dovete leggere questo libro, sono più che certa che lo amerete e ne conserverete per sempre un ricordo dolcissimo. Fidatevi di me.

Questa è la storia di Noah e Jude, due fratelli – due gemelli per l’esattezza. Noah e Jude per tutta la vita hanno condiviso tutto, ogni più piccola cosa, e anche se sono diversi come il giorno e la notte, come il sole e la luna, sono inscindibilmente legati, come se fossero due corpi e una sola anima. Tanto legati da riuscire a capirsi con un solo sguardo, tanto legati da riuscire a comunicare senza parole, tanto legati da non poter giocare a Morra Cinese perché intuiscono sempre le mosse dell’altro.
Hanno tredici anni quando li conosciamo per la prima volta. Hanno tredici anni quando loro madre li convince ad iscriversi alla California School of Art.
La California School of Art è perfetta per Noah – è lui l’artista della famiglia – ed è emozionatissimo all’idea di entrare in quella scuola dove finalmente potrà essere se stesso. Ma poi, con un salto temporale di tre anni, scopriamo che Noah non ce l’ha fatta, ma che è Jude quella che ha ottenuto il posto.
Scopriamo che i due fratelli, che un tempo erano tanto legati, ora sono distanti anni luce l’uno dall’altra. Il loro rapporto inspiegabilmente si è spezzato schiacciato sotto il peso di bugie, tradimenti e drammi familiari. E ora non si parlano quasi più e non riescono nemmeno più a comunicare con lo sguardo come hanno sempre fatto.
Come mai il loro rapporto si è spezzato? Perché due persone che da bambine era così legate alla soglia dell’età adulta sembrano non avere più nulla che li accomuni?
Per rispondere a questi interrogativi dovete semplicemente leggere il libro e farvi trascinare dalla prosa magica e incantevole di Jandy Nelson.
A rispondere a queste domande sono proprio i due protagonisti attraverso la loro storia.
Una storia narrata a due voci attraverso un intreccio sapiente e articolato tra passato e presente, la storia infatti si dipana in un lungo arco temporale, ricoprendo un periodo di tre anni, conosciamo Noah e Jude che hanno tredici anni e li vediamo crescere fino a che non ne hanno sedici e il loro rapporto si è incrinato.

Il passato è narrato da Noah.
È un ragazzino di tredici anni quello che conosciamo e ci fa entrare nella sua vita presentandosi come un ragazzo terribilmente introverso, impacciato e insicuro. Un ragazzo costretto ad affrontare un omosessualità che fatica a nascondere e che deve fare i conti con i bulli che gli danno il tormento. Ma al suo fianco c’è sempre la sua roccia, quella sorella che tanto adora anche se profondamente diversa da lui. Una sorella con cui le cose non sono più così semplici come un tempo.
Se lui è un tipo solitario e silenzioso che si esprime tramite l’arte dei suoi disegni, jude è un vulcano in eruzione, con una personalità spumeggiante e ribelle sempre in lotta continua con la madre. Quella stessa madre che è il punto fermo di Noah, perché con suo padre non riesce proprio a trovare un contattato, lui è molto più simile a Jude.
È Noah che ci racconta dei problemi famigliari che sta attraversando la sua famiglia, la crisi dei suoi genitori, e il rapporto che diventa sempre più difficile con la sorella e le difficoltà del contendersi l’amore di mamma e papà, ma anche degli amici.
È Noah che ci racconta cosa si spezza con sua sorella.
Ed è Noah che ci presenta Brian, il ragazzo della porta accanto che è molto più che un semplice amico, o un ragazzo un po’ strano che gira con una valigia piena di meteoriti. Brian è l’unica persona al mondo con cui Noah riesce ad essere stesso, senza paura e senza vergogna.
Anche se è Noah quello che racconta  gran parte degli eventi importanti che hanno segnato la famiglia Sweetwine per avere una visione completa e chiara dobbiamo per forza passare attraverso al  punto di vista di Jude, narrato tre anni dopo, quando i ragazzi hanno sedici anni.
Ora è cambiata ogni cosa.
Noah e Jude sono distanti anni luce l’uno dall’altro è il divario che li separare è incolmabile. Entrambi sono cambiati tanto da diventare irriconoscibili.
Noah l’artista solitario è scomparso, rimpiazzato da un animale da festa che esce con le ragazze e pratica sport. Da quando non è stato accettato alla California School of Art ha smesso di dipingere e non ha più toccato una matita o un carboncino. 
Lo fisso, supplicando gli alieni o Clark Gable o chi è pratico di furto d’anime di ridarmi mio fratello. Perché, oltre a far parte di compagnie equivoche e a fare feste, questo Noah esce con le ragazze, si cura i capelli che tiene rasati, va allo Spot, guarda lo sport con papà. Per tutti gli altri sedicenni va bene, ma per Noah significa una cosa sola: la morte dell’anima. Un libro con dentro la storia sbagliata. Mio fratello, il pazzo rivoluzionario, si è rivestito di materiale ignifugo, per usare un’espressione sua. Il papà è in brodo di giuggiole, naturalmente, pensa che Noah e Heather stiano insieme, e invece no. Devo essere l’unica a sapere quanto è orribile questa situazione.
Ma non è l’unico ad essere cambiato, anche Jude non è più la sessa. Se a tredici anni, Jude, era un vulcano in eruzione, ora  è un vulcano spento che non erutta da secoli. Non è più la ragazza solare e sempre circondata di amici e di ragazzi che le facevano il filo, ora è chiusa in se stessa insicura, e impacciata e solitaria, non vuole avere niente a che fare con l’altro sesso e fa di tutto per rendersi poco attraente indossando vestiti larghi e informi. Si è isolata dal mondo intero e passa il suo tempo a parlare con il fantasma della nonna defunta e ad applicare alla lettere le massime che la nonna ha inserito nella sua Bibbia – una sorta di librone dove sono contenute delle vere e proprie perle di saggezza.
Quella alla soglia dell’età adulta è una Jude schiacciata dal peso di parecchi errori che ha commesso in passato, errori per cui non riesce a perdonarsi. Ma tutto cambia quando nella sua vita arrivano Guillermo e Oscar – il primo uno strambo scultore con il cuore spezzato, il secondo  un ragazzo con gli occhi di due colori diversi e dall’adorabile accento inglese che pone fino al così detto embargo dei ragazzi e poco alla volta conquista il cuore di Jude. 
Ai ragazzi come lui la moto andrebbe vietata. Dovrebbero andare in giro saltellando su un trampolo a molla, o meglio ancora: su un pallone salterino. A nessun uomo attraente dovrebbe essere permesso avere un accento inglese e anche guidare la motocicletta. E neanche di portare un giubbotto di pelle. O degli occhiali da sole alla moda. Gli uomini attraenti dovrebbero essere obbligati a portare solo enormi tutine da bebè. Sì, sì, l’embargo, l’embargo.
Sulla trama e sui personaggi mi fermo qui, perché anche se mi prudono le dita dalla voglia di digitare molte altro sulla tastiera non vi posso svelare altri segreti di questo libro, perché dovete godervelo e lasciarvi trasportare dalla magia che la Nelson sa compiere con le sue parole.

Con “Ti darò il sole” la Nelson ci racconta di uno spaccato di vita, e lo fa attraverso dei personaggi che nella loro adorabile stramberia sono dannatamente veri e reali, ed è impossibile non entrare in sintonia con loro, affezionarsi a loro e provare sulla propria pelle tutto quello che sentono. Non sono i classici personaggi di un libro qualsiasi o di un film qualsiasi; personaggi con vite perfette, ma tutto il contrario. Noah e Jude, i loro genitori, ma anche Gugliermo, Oscar e Brian sono tutti Umani. E come tutti gli esseri umani vivono e commettono sbagli, alcuni sbagli immensi e discutibili e imperdonabili, e lo ammetto in alcune occasioni mi sono arrabbiata con loro, tanto. Ma è impossibile non comprenderli, capirli, giustificarli e infine perdonarli.
Noah e Jude sono due protagonisti che sanno come farsi amare.
Forse,  Noah è quello che all’inizio si apprezza maggiormente perché con  i suoi fantastici disegni, che sono descritti talmente bene che sembrano prendere vita tra le pagine, e il museo di opere d’arte che dipinge nella sua mente mi è entrato dentro all’istante, e mi ha conquistata totalmente senza possibilità di appello. Quando conosce Brian è impossibile non fare il tifo per loro e sperare ardentemente che potessero diventare come i ragazzi incontrati alla festa (capirete leggendo il libro cosa significa).
Entrare in sintonia con Jude è forse un pochino più difficile, perché la Jude di sedici anni è una ragazza riservata che si svela poco alla volta parlando dei segreti che cela nel cuore, ma quando è tutto chiaro non si può non amare anche lei.  E comunque con tutte le sue stranezze e convinzioni un pò folle è davvero adorabile!
Come si tifa per Noah e Brian non è possibile non fare il tifo per Jude e Oscar. Perchè Oscar è uno di quei bad boy con un cuore talmente dolce che non si può non amarlo all'istante con i suoi sorrisi storti e i suoi occhi bicromatici. 

Sto scrivendo a macchinetta e credo di dovermi assolutamente fermare o rischio, non solo, di annoiarvi, ma anche di parlarvi di ogni più piccolo dettaglio del libro.
Tutto quello che dovete tenere a mente è che “Ti daro il soleè un libro di una bellezza rara del tutto unica nel suo genere. È un libro che tratta di diversi argomenti spaziando dall’arte, alla famiglia, al tradimento, al lutto e ovviamente l’amore, ma non un amore qualsiasi, bensì  l’amore vero – quello con l’A maiuscola – che fa perdere battiti al cuore e sospirare trasognati per la dolcezza e l’intensità degli attimi vissuti. Quell'amore che lega inscindibilmente solo due anime gemelle.
Il mio voto:




14 commenti:

  1. Ok, sembra bellissimo!! ** spero di leggerlo presto!

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    1. Ciao Leda, lo è credimi!! Curiosa di sapere cosa ne pensi se lo leggerai!

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  2. Una recensione bellissima, non vedo l'ora di leggerlo!

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    1. Ciao,
      Grazie ♥ è un libro meraviglioso ho ancora gli occhi a forma di cuore per questo libro ♥_____♥

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  3. Ciao,
    la tua recensione mi ha convinta ad acquistare questo libro. io sono un O.Z. ovvero una gemella omozigote.
    in genere sono restia a leggere romanzi con protagonisti gemelli perché in un modo o nell'altro mi sembra che non descrivano mai bene la realtà. per la verità quasi tutti sembrano nutrire la presunzione assoluta di sapere come sia essere gemelli. parlo della mia esperienza personale, ovviamente. anche io mi sento un tutto uno pur avendo dei tratti distintivi e non riesco ad immaginare un qualcosa che ci possa allontanare. spero non succeda mai!

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    1. Ciao Maria Rosaria, davvero hai una gemella? wowo che bello! Io sono figlia unica e non ne so nulla sul rapporto che hanno i fratelli e di conseguenza non conosco nemmeno il legame speciale che condividono due gemelli, quindi non ti posso dire se qui è descritto nel modo giusto o meno. Ma questo libro mi ha davvero fatto impazzire, io ho un debole per il modo di scrivere della Nelson che mi ha totalmente conquistata con The Sky is everywhere!! Se lo leggerai poi mi farai sapere se codividi il sio pensiero sul rapporto tra gemelli o meno ;)

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  4. Ciao,
    la tua recensione mi ha convinta ad acquistare questo libro. io sono un O.Z. ovvero una gemella omozigote.
    in genere sono restia a leggere romanzi con protagonisti gemelli perché in un modo o nell'altro mi sembra che non descrivano mai bene la realtà. per la verità quasi tutti sembrano nutrire la presunzione assoluta di sapere come sia essere gemelli. parlo della mia esperienza personale, ovviamente. anche io mi sento un tutto uno pur avendo dei tratti distintivi e non riesco ad immaginare un qualcosa che ci possa allontanare. spero non succeda mai!

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  5. Devo leggerlo assolutamente!!!

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  6. Ciao Frency! Sembra davvero un libro imperdibile e spero di leggerlo, di quest'autrice ho letto solo The sky is everywhere e ad essere sincera me lo ricordo poco >.<

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    1. Ciao Jess, confermo che è un libro imperdibile! Jandy Nelosn ha scritto solo The sky is everywhere e questo, e ne sta scrivendo un altro che spero arrivi in Italia. Io ho un adorazione per The sky is everywhere la Nelson ha un modo di scrivere incantevole ;)

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  7. Ho cominciato a leggere la tua recensione ma poi mi sono fermata ... perchè già la trama mi piaceva da morire e non voglio torgliermi il piacere di leggere manco una frase .. e cosi aspetto di prendere il libro ma mi hai fatto venire curiosità anche del primo .. prossimo acquisto di sicuro..
    Grazie 1000 e buona lettura

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    1. Ciao Veronica, purtroppo il primo libro di questa autrice è praticamente introvabile è sold out ovunque, ma spero che venga presto ristampato perchè è meraviglioso. Comunque questo lo consiglio a gran voce!!

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  8. Ciao! Ho appena finito di leggere questo libro e me ne sono innamorata follemente! Chissà perchè l'ho sempre rimandato, ma cavolo quanto è bello! *.*
    La tua recensione secondo me è perfetta, dice tutto quello che c'è da dire e perfettamente, ma mai troppo ^^
    Bellissimo blog by the way! Se ti va di passare nel mio, questo è il link :) http://bookishbrains.blogspot.com/
    A presto! :)
    -G

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