venerdì 4 marzo 2016

RECENSIONE: #AMORENONCORRISPOSTO - SARAH OCKLER

Titolo: #AMORENONCORRISPOSTO

Autrice: Sarah Ockler

Casa Editrice: Newton Compton

Data di pubblicazione; febbraio 2016-03-04

Pagine: 307

Trama:


Lucy ha imparato un'importante lezione dai giornali scandalistici che tanto ama: evitare le luci della ribalta e custodire gelosamente i propri segreti. Un sistema che ha ben funzionato per tutto il liceo. Ecco perché, quando la sua migliore amica Ellie si ammala poco prima del ballo di fine anno e le chiede di accompagnare il suo fidanzato Cole, Lucy preferisce non dirle che il suo programma per la serata era fare fuori zombie a un gioco online e che odia l'idea di doversi mettere in tiro per la festa. E soprattutto che è segretamente innamorata di Cole fin dalla notte dei tempi. Ma le cose andranno in modo imprevisto: lui la bacia alla fine del ballo, Lucy è raggiante, ma sa di dover confessare alla sua amica Ellie ciò che è successo. Prima ancora che riesca a parlarle, però, qualcuno posta sulla sua pagina Facebook le foto della sua serata romantica con Cole insieme a un sacco di commenti maliziosi. Nel giro di due giorni, Lucy si è già fatta la nomea di essere una poco di buono, una che pugnala gli amici alle spalle, una narcisista... Cosa potrà fare per tenersi Cole e non perdere la faccia? 

Cosa Penso:
«Non c’è malalingua o scandalo al mondo che possa mutare i tuoi sentimenti. Sei già scesa sul campo di battaglia, giusto? E allora combatti».Jayla raccoglie il bicchiere e si china per darmi un bacio sulla testa, seguita come sempre dalla scia del suo profumo alla pera. «Dacci sotto, cazzo».

#AMORENONCORRISPOSTO” è il romanzo pubblicato da qualche settimana dalla Newton Compton di Sarah Ockler.
Ammetto con assoluta sincerità che inizialmente credevo che questo libro fosse una cavolata pazzesca, ma per qualche strano motivo ne ero attrattissima. Ogni volta che entravo in libreria mi capitava tra le mani, ogni volta che accedevo al mio account amazon era lì tra le letture consigliate, e così mi sono decisa ad acquistarlo.
Ora che l’ho letto posso dire meno male che l’ho fatto.
Meno male che non mi sono fatta influenzare da i miei pregiudizi su questa storia, perché mi sarei persa davvero un bel libro.
Leggo da diversi anni ormai, abbastanza per sapere che non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina o dal titolo che  in questo caso che non è per niente appropriato.
#AMORENONCORRISPOSTO” fa pensare ad una storia che ruota attorno alla storia d’amore, un amore travagliato complicato e doloroso in quanto a non corrisposto, ma il titolo in questo caso non poterebbe essere più ingannevole di così. Perché questo romanzo non è una storia d’amore,  mentire se dicessi che manca totalmente di romanticismo, la parte romance c’è ma è del tutto marginale e passa in secondo piano. Il tema principale di questo romanzo è il bullismo – in modo particolare il cyber-bullismo, per questo credo che il titolo originale #SCANDAL sia molto più appropriato.

#AMORENONCORRISPOSTO” – o #SCANDAL – è la storia di Lucy Vacarro una normalissima ragazza che frequenta l’ultimo anno di liceo e che improvvisamente si trova ad essere la protagonista di uno scandalo degno di una rivista patinata.
È il giorno dopo il ballo che inizia l’incubo di Lucy.
Il ballo di fine anno; quello a cui lei non voleva partecipare, ma al quale è dovuta andare come accompagnatrice di Cole – il ragazzo di Ellie la sua migliore amica.
È li che è iniziato tutto.
Nessuno sa che Ellie non è davvero bloccata a casa con l’influenza, ma che si è lasciata con Cole – nemmeno Lucy è ha conoscenza di questo piccolo dettaglio. Per questa ragione quando Cole la bacia sotto il cielo stellato alla festa dopo ballo, per Lucy non è solo la realizzazione di un sogno, siccome è innamorata di Cole da sempre, ma è anche un incubo. Perché quel momento magico, bellissimo e tanto atteso è anche il momento in cui ha  tradito la sua migliore amica.
Lucy è spaccata a metà; da un lato la gioia dal’altro il senso di colpa schiacciante. Sa di dover confessare ad Ellie quello che è accaduto, ma prima ancora che riesca a parlare con lei le foto del ballo sono tutte su internet, sulla pagina Facebook di Miss Decenza, colei che alimenta gli scandali.
La notte del ballo qualcuno ha rubato il telefono a Lucy e ha postato tramite il suo profilo foto imbarazzanti di ogni compagno di scuola, e tra le foto ce ne sono anche alcune compromettenti di lei e Cole.

Lucy e Cole che si baciano sotto le stelle.
Lucy e Cole avvinghiati sotto lenzuola in una posizione molto compromettenti che lascia supporre qualcosa che non è affatto successo.
Quelle foto nel giro di pochissimo tempo vengono viste da tutti. E così, Lucy diventa la regina dello scandalo.
Criticata.
Attaccata.
Derisa.
Insultata.
Supero di corsa il mio armadietto inseguita da picchi di risate che si accavallano, spumeggiando come onde. C’è appiccicato sopra un nuovo strato di volantini e, anche se vorrei fermarmi e strapparli via tutti, fermarsi significherebbe affrontare la folla 
inferocita. Significherebbe guardarli negli occhi mentre mi insultano e mi tirano gomme per cancellare in testa.
Significherebbe farmi vedere in lacrime.
Tutti a scuola  la considerano una stronza.
Una stronza per aver postato le foto dei suoi compagni di scuola nei loro attimi peggiori alla festa dopo ballo.
Una stronza per aver rubato il ragazzo alla sua migliore amica.
Stronza.
Puttana.
Rovina famiglia.
Spiona.
Questi sono solo alcuni degli insulti che le vengono gridati dai suoi compagni ogni volta che si aggira tra i corridoi della scuola.
E per quanto lei cerchi di difendersi, cercando di spiegare come stanno realmente le cose nessuno le da ascolto.
Ma Lucy non si lascia abbattere dagli insulti, dalle ingiurie e dalle offese, ma a testa alta cerca di riabilitare il suo nome cercando di dimostrare che anche lei è una vittima in tutta questa storia. Ma per fortuna Lucy non è da sola in questa battaglia, forse il rapporto con Ellie è ormai compromesso per sempre, ma c’è ancora qualcuno che crede in lei e che si fa in quattro per aiutarla e per scoprire la verità.

Quanto mi è piaciuto questo libro.
Ho apprezzato ogni più piccola cosa.
Sarah Ockler con la sua narrazione scorrevole e incalzante e ricca di sarcasmo e divertimento mi ha totalmente conquistata inchiodandomi alle pagine.
I personaggi dai lei descritti sono tutti eccezionali a partire da Lucy la nostra protagonista. È impossibile non adorarla, credetemi! E’ una ragazza forte ed è impensabile non fare il tifo per lei e sperare ardentemente che riesca a risolvere il casino in cui si è trovata coinvolta. Leggendo la trama qualcuno potrebbe farsi un idea sbagliata su di lei per il semplice fatto che è innamorata del ragazzo della sua migliore amica, ma non criticatela o condannatela prima di sentire la sua storia, perché vi garantisco che anche in quel caso sarete completamente schierati dalla sua parte!
Adorerete tutti i personaggi secondari, da Franklin a Principe Macula. Tutti quanti si guadagneranno un posticino speciale nel vostro cuore.

La tematica principale del libro è il bullismo, o meglio il cyber-bullismo, un argomento senza dubbio delicato e molto, molto attuale, che è aumentato a dismisura negli ultimi anni con l’avvento dei social.
Una tematica delicata, ma che è stata tratta dall’autrice con tatto e sensibilità estremi. La Ockler ha lanciato un chiaro messaggio con questo romanzo, facendoci capire che non bisogna mai abusare dei social, e che vanno usati in maniera responsabile e consapevole. Un utilizzo sconsiderato e negativo di questo nuovo potente mezzo di comunicazione può fare male a chi ci sta intorno causando danni anche postando una foto che a noi sembra completamente innocua.

Come ho accennato più su ero convinta che “#AMORENONCORRISPOSTO” fosse una cavolata pazzesca, ma mi sono sbagliata alla grande perché questo libro ha nascosto dentro di se messaggi profondi. È un romanzo che parla di amicizia e di quanto sia importante avere attorno delle persone che ti aiutano e supportano nei momenti più duri.
E Lucy lo esperimenta sulla sua pelle grazie a Franklin e i membri del MAL(E) che si dimostra amici veri, quegli amici con la A maiuscola.
E come suggerisce il titolo, parla anche d’amore – anche se questo argomento è abbastanza marginale – ma è comunque quell’amore vero e forte che non è affatto non corrisposto, ma tutto il contrario.

#AMORENONCORRISPOSTO” apparentemente può sembrare il tipico young adult frivolo, ma in realtà è una storia che è ha nascosto dentro di se preziosi insegnamenti, per questo lo consiglio caldamente.

 Il mio voto:


16 commenti:

  1. Ciao,
    sono indecisa su questo libro. Non perché credo sia frivolo. Alla fine ben venga la frivolezza( a volte serve eccome per staccare dalla realtà), l'importante è che il libro sia scritto bene e catturi. Darei cinque stelle anche a un libro frivolo purché non stupido.

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    1. Ciao Sery, io adoro i romanzi frivoli, ogni tanto ci vogliono proprio per staccare un pò da quelli più impegnativi!!
      Per quanto riguarda questo mi ha piacevolmente sorpreso!

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  2. Questa tua recensione ha completamente cambiato la mia idea su questo libro!
    Il titolo fa intendere tutt'altra storia, credo che gli darò una possibilità ;)

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    1. Ciao Grazie, è il titolo che è ingannevole. Dovevano tenere quello originale!!!

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  3. Mi ispira! Ci faccio sicuramente un pensierino!

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    1. Ciao Gaia, a me è piaciuto. Avrebbe avuto sicuramente più successo se avessero tenuto il titolo originale!

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  4. Vedendolo, anche io come te pensavo fosse una cavolata pazzesca! ^^" La tua recensione invece mi ha fatto capire che non è così, anzi tratta tematiche particolarmente importanti.

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    1. Ciao Veronica, credo che sia un pensiero comune... tratta tematiche importanti e attuali ma lo fa con tatto e anche una ventata di divertimento che stempera un pò il tutto!!!

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  5. Tutto trae in inganno di questo libro! Dal titolo, passando per la trama e finendo con la copertina. Pensavo fosse una storiella banale, invece è DAVVERO BELLO!
    Perchè la Newton non ha mantenuto il titolo originale, perchè? Avrebbe avuto molto più senso >.<

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    1. Ciao cara, me lo sono sempre chiesta anch'io!! Posso capire le ragioni che spingono a cambiare le cover, ma i titolo dei romanzi proprio no! #sacndal era un titolo perfetto!

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  6. Ciao Frency! La pensavo proprio come te su questo libro, l'ho scartato pensando fosse una cavolata ma credo proprio che ora lo terrò presente ;)

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    1. Ciao jess, mi era sfuggito questo commento. I'm sorry ;)
      Merita davvero :) Mai giudicare un libro dalla copertina, o dal titolo in questo caso;)

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  7. Ciao Frency, bella recensione ^^ Ho sempre voluto leggere qualcosa di quest'autrice, e questo libro mi ispira particolarmente!Prima o poi lo leggerò *__*

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    1. Juliette Ciao!
      Se lo leggerai fammi sapere cosa ne pensi!

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  8. Salve, sono il traduttore del libro recensito.
    Ho inviato questo stesso amichevole messaggio di “condivisione e chiarimento” ad altri blog in cui la versione italiana del libro di Sarah Ockler ha ricevuto visibilità.

    Talvolta mi piace curiosare in rete per saggiare le reazioni dei lettori nei confronti dei libri che, seriamente e professionalmente, ho tradotto e continuo a tradurre. Un po' per avere il polso del gradimento (ma anche delle aspettative, prima di iniziare un lavoro), un po' per carpire suggerimenti e far tesoro di eventuali lucide obiezioni da parte di chi ha letto la pubblicazione italiana. A volte ricevo segnalazioni anche da colleghi e amici, come nel caso di #amorenoncorrisposto... sempre nell'ottica di migliorarmi nel mio lavoro. Nel corso degli anni ho ricevuto varie mail da parte di lettori con richieste e domande di vario genere (che spero e penso di aver soddisfatto) e a mia volta ho scritto direttamente per “commentare commenti” (mi si passi il pastrocchio). Questo è uno di quei casi.

    In merito al fatto che #amorenoncorrisposto possa non essere piaciuto, per ovvi motivi non posso ribattere: ognuno giudica secondo il proprio gusto e io mi sono comunque limitato a tradurre ciò che è stato ideato e scritto da altri, nulla della trama e delle scelte narrative mi compete; per contro, posso sicuramente dire qualcosa di fronte alle obiezioni sulle scelte di traduzione che, nel caso specifico, a quanto leggo nei vari blog, si concentrano (GIUSTAMENTE) sulla scelta del titolo.
    In una delle recensioni ho letto che solo per aver optato per quel titolo, il traduttore dovrebbe cambiare lavoro... forse un po' esagerato...? Come forse molti già sapranno, il suddetto traduttore – il sottoscritto – ha ben poca voce in capitolo (in alcuni casi, nessuna) in merito alla scelta del titolo e che anzi, nel caso di #amorenoncorrisposto, appena informato su quale sarebbe stato quello definitivo, ha deciso di mettere immediatamente mano alla tastiera per segnalare alla casa editrice che la scelta non solamente era fuorviante ma addirittura imprecisa, suggerendo anche di rimanere aderenti al titolo originale (come è accaduto per le due versioni tedesca e francese). Sulle prime sembrava che la segnalazione fosse riuscita a fare in qualche modo breccia ma poi – presumibilmente per motivi tecnici – gli sviluppi sono stati diversi e ora noti a tutti.

    In chiusura, mi preme sottolineare che la mia decisione di commentare (cumulativamente) le recensioni è stata dettata unicamente dal profondo coinvolgimento che ho avuto con il testo nel corso dell'attività di traduzione e dall'avvincente e serrato scambio di mail con l'autrice Sarah Ockler che si è resa completamente disponibile a sbrogliare insieme a me i numerosi nodi del suo testo che, per quantità e qualità linguistica e culturale, ne hanno reso molto laboriosa la “riproduzione/localizzazione” in italiano (non scendo in questa sede nei singoli dettagli perché rischierei di dilungarmi fino alla noia, ma sono disponibile a farlo con chi me ne manifesti la curiosità).

    Un saluto e buone letture a tutti/e :-)
    roberto lanzi
    ca238120@gmail.com

    ps: le case editrici vivono grazie ai lettori e questi ultimi hanno tutto il diritto di dire la loro: quando qualcosa non vi quadra, scrivete, chiedete, informatevi, protestate... l'epoca del social lo permette.

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    1. Buongiorno Roberto,
      la ringrazio per il suo chiarimento, è la prima volta da quando ho aperto il blog che mi capita di trovare un commento da parte del traduttore, ed è un piacere avere confronti di questo tipo, è utile soprattutto per capire le scelte che vengono fatte durante la traduzione.

      Ultimamente mi capita sempre più spesso di leggere libri in lingua originale, e in alcuni casi fare una traduzione fedele è davvero difficile proprio a causa della difficoltà di riuscire a riprodurre in maniera fedele e precisa i numerosi “nodi” di un testo che sono tipici di un'altra lingua e di una cultura diversa dalla nostra. Per poi, non parlare dei vari slang che spesso sono abbastanza complicati in quanto variano da inglese britannico a inglese americano (e anche in alcune zone degli Stati Uniti sono totalmente diversi) e spesso, richiedono ricerche e consulenze con l’autore.
      Per queste ragioni, tendenzialmente, non giudico mai le scelte di traduzione, a meno che non ci siano delle carenze dal punto di vista dell’italiano. Sono una lettrice da diversi anni, e mi è capitato di trovare scritti con errori madornali dal punto di vista dell’italiano, sia di sintassi che grammaticali. Ma posso dire che non è questo il caso. Sulla qualità della traduzione di questo romanzo non posso fare obiezioni, è curata e precisa. Le uniche obiezioni vanno al titolo, come ho scritto nella mia recensione. Ma so perfettamente che, spesso e volentieri, su questa scelta il traduttore non ha voce in capitolo.
      In famiglia ho una traduttrice, mi madre ha spesso tradotto libri – non romanzi ma più che altro libri di testo universitario – e sulla base della mia piccola esperienza familiare so che il traduttore può suggerire il titolo che ritiene più opportuno facendo una traduzione fedele dall’originale.
      Per queste ragioni non mi sognerei mai di scrivere, o solamente pensare, una frase come quella che ha citato.

      La ringrazio di essere passato dal mio blog per lasciare un commento di chiarimento.
      Un saluto e buona domenica,
      Francesca

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