sabato 31 ottobre 2015

RECENSIONE: TUTTO QUELLO CHE SIAMO - FEDERICA BOSCO

Titolo: Tutto quello che siamo

Autrice: Federica Bosco

Casa Editrice:  Mondadori – Chrysalide

Data di Pubblicazione: 27 ottobre 2015

Pagine: 348

Trama:

Marina ha 19 anni e una vita non facile. Una mamma che se n’è andata troppo presto, un padre padrone, il sogno di frequentare l’Accademia di Belle Arti lasciato nel cassetto per evitare che il fratellino venisse cresciuto dalla “matrigna”, e la scelta di andare a lavorare per non gravare sul padre pronto a rinfacciarglielo. Si sente peggio di Cenerentola: profondamente sola, incompresa e armata solo di una bella dose di ironia, ma senza nessuna Fata madrina all’orizzonte che venga a salvarla.
L’amore è qualcosa a cui, ovviamente, non ha mai neanche pensato, e comunque l’unico ragazzo che le interessa, spocchioso studente del terzo anno, che vede tutte le mattine al bar dove lavora (giusto davanti all’Accademia, tanto per farsi del male!) sembra non accorgersi di lei. Fino al giorno in cui i loro sguardi si incrociano...


 Cosa Penso:

Chiunque vi dica che avere diciannove anni sia una cosa fantastica è un imbecille.
E lo dice perché non si ricorda com’era avere quell’età.
Non si ricorda come ci si sente a essere costantemente arrabbiati, confusi e diversi.
Sbagliati, sfigati, soli e sempre con qualcosa in meno rispetto agli altri.
No, non se lo ricorda perché dopo va anche peggio.
Dopo ci sono gli impegni, le responsabilità, il lavoro, la casa, la famiglia, persone di cui occuparsi...
Il tanto desiderato pacchetto completo del “diventare adulti”.
Peccato che io una parte del pacchetto l’avessi già ricevuta prima del tempo.
E senza nemmeno chiederla.
Alcuni di noi giungono a questo mondo a bordo di carrozze dorate trainate da cavalli bianchi, atterrando delicatamente su una morbida coperta di cashmere, e il loro cammino sarà per sempre disseminato di profumati petali di rosa, altri invece ci arrivano trascinati da una mareggiata, sbattuti dalle onde contro gli scogli, e raggiungono la riva boccheggiando, coi capelli pieni di alghe e sabbia.
Devo specificare di quale gruppo facessi parte?




Prima di tutto voglio ringraziare di cuore la Mondadori per avermi permesso di leggere questo romanzo inviandomi l’e-book. Ho sempre sentito parlare molto bene di Federica Bosco, ma non avevo mai letto niente scritto di suo pugno. So che è un autrice nota nel panorama young adult italiano, ha scritto diversi romanzi appartenenti a generi diversi e devo assolutamente procurarmi anche i suoi urban fantasy perché sono certa che mi piaceranno da impazzire!

È abbastanza difficile per me scrivere questa recensione, ho finito il romanzo qualche giorno fa e mi sono presa qualche giorno per riflettere, ma ora sono qui e fisso la pagina bianca di word senza sapere da dove iniziare per parlarvi di “Tutto quello che siamo”.  Quindi ci provo, ma mi scuso se la mia recensione non sarà minimamente all’altezza del libro della Bosco, perché sarebbe stato tutto molto più semplice se questo romanzo fosse stato solo una semplice storia d’amore tutta cuori palpitanti e fiori, ma in realtà questa storia è molto altro. La Bosco ci racconta la storia di Marina. Una storia complicata, perché complicata e triste è la sua vita.

Marina, protagonista e voce narrante, ha diciannove anni e la vita le ha già mostrato il suo lato peggiore, sua madre è morta a causa di una grave malattia e l’ha abbandonata con un padre padrone burbero, autoritario e prepotente – un uomo che un tempo era un papà amorevole, ma che all’improvviso si è trasformato in una sorta di despota crudele e preda di sbalzi d’umore. Come se non bastasse, dopo la morte della moglie si è risposato con la matrigna crudele e snob che tratta Marina come se fosse una piccola Cenerentola.
Vorrebbe tanto andarsene di casa e scappare lontano, ma non può farlo. Non può lasciare Filippo, il suo piccolo fratellino, che ha bisogno di lei e del suo affetto, della sua ironia e dei mille racconti sulla mamma che li ha lasciati e di cui lui non ha alcun ricordo.
È solo per lui se Mari non fa le valige e molla tutto.
È solo per lui se ha riempito un cassetto di sogni che non realizzerà mai.
È solo per lui se ha rinunciato all’Accademia di Belle Arti per accontentarsi di lavori che non la rendono davvero felice.
Marina vive davvero come Cenerentola, certo, non è costretta a dormire in soffitta e non ci sono i topolini che l’aiutano nelle faccende di casa e soprattutto non c’è la fata madrina che arriva con la sua bacchetta magica e che le fa conoscere il principe azzurro, perché Marina il suo principe azzurro lo ha già trovato, si chiama Cristopher – Christo – è  brasiliano, porta lunghi capelli rasta ed è un artista egocentrico e strambo, e tutte le mattine va nel bar dove lavora Mari e si fa fare un cappuccino senza schiuma. Christo ha sempre innumerevoli stuoli di donne che gli ronzano intorno, per questo quando sotto la tazza del caffè Marina trova il suo numero di telefono scritto su un foglietto le sembra di sognare. Forse, per una volta i suoi sogni si avverano e lei può essere felice con il ragazzo per cui ha una cotta da sempre, ma Christo non è quello che si era aspettata.
Marina non ha mai avuto fortuna con gli uomini. Per colpa della sua famiglia che l’ha privata di affetto ha un fortissimo bisogno d’amore e finisce sempre per affezionarsi troppo ad uomini poco seri e decisamente  stronzi che l’abbandonano subito dopo aver ottenuto quello che desiderano.

E io stessa, ogni volta che mi ero innamorata, avevo sofferto moltissimo.
Troppo, credo.
In maniera sproporzionata, assurda, patetica.
Perché avevo imparato che l’amore era una merce di scambio.
E se qualcuno era disposto a darmi un po’ di attenzione, allora io ero disposta a dargli il mio cuore.
Così finiva che se un ragazzo manifestava interesse per me, me lo facevo piacere anche se non era esattamente il mio tipo. E quando mi lasciava (perché un giorno mi lasciava) la vivevo come una vera tragedia.
Una tragedia assoluta.

L’amore vero, quello potente e bruciante e che ti  fa perdere la testa arriva all’improvviso, e all’improvviso e prepotentemente entra nella sua vita e la sconvolge interamente. L’amore vero passionale e tormentato non è sempre bello e sereno ma fa anche soffrire, e ancora una volta Marina ne fa le spese sulla sua pelle.
Il ragazzo giusto per lei lo incontra all’improvviso, Nicholas – Nic – un writer con la passione dei murales e dello skateboard entra nella sua vita e porta la luce e una ventata di colore nel suo mondo in bianco e nero. Lei e Nic hanno un sacco di cose in comune: la passione per l’arte, la perdita prematura della madre, matrigne e fratellastri e padri che pretendono di comandarli a bacchetta. Nic sembra comprenderla come non ha mai fatto nessun’altro e stare con lui sarebbe bellissimo, ma non posso stare insieme perché la vita ha altri piani per loro…

«Sai cosa mi ha colpito di te l’altro giorno al pronto soccorso?»
mi chiese dopo un po’.
«No.»
«I tuoi occhi» disse.
«Sembrano laghi pieni di tristezza e paura e ho avuto subito voglia di conoscerti.
Io credo che chi ha sofferto allo stesso modo si riconosca tra la folla.»

Qui mi fermo, non vi dico più nulla perché rischierei di fare spoiler e non posso proprio permetterlo.

Tutto quello che siamo” è un romanzo che mi ha preso dalla prima all’ultima pagina, l’ho iniziato la sera prima di andare a letto e mi sono ritrovata rapidamente alle due di notte con ancora il naso immerso nel kindle e proprio non volevo saperne di spegnere la luce e dormire.
La storia scritta dalla Bosco scorre veloce, soprattutto grazie al suo stile giovane e che è capace di trascinare il lettore dentro alle pagine e nel  mondo di Marina, con i suoi amici e le sue mille avventure.
È impossibile non affezionarsi a Mari ed entrare in sintonia con lei. Durante la lettura ho gioito assieme a lei nei momenti felici, e ho sofferto con lei quando, nella sua famiglia le cose diventano insostenibili e quando le si spezza il cuore per amore.
Non ho adorato solo la protagonista, ho adorato Filippo, il suo piccolo angelo che è capace di strapparle sorrisi anche nei momenti più duri.
Poi c’è Dario, il migliore amico, in perenne conflitto con la madre e che passa il tempo a fare follie solo perché nasconde un segreto che poi sgancia come un fulmine a ciel sereno solo sul finale.
Poi ci sono i due maschietti che conquistano il cuore di Mari. Tranquilli, so che molti non apprezzano i triangoli amorosi, ma questa non è una storia di tradimenti in stile lei, lui e l’altro quindi potete leggerla senza problemi.
Francamente non ho nutrito una grande simpatia per Christo che mi ha, al contrario, irritata profondamente.
Ma cosa dire di Nic? Lui è il vero principe azzurro di tutto il romanzo, quello che in sella al suo cavallo bianco e con la scintillante armatura, o forse sarebbe più opportuno dire in sella allo skateboard e con le mani impiastricciate di colore delle bombolette spry, supporta Marina in ogni occasione e vi sfido a non fare il tifo per lui.

Questa non è una semplice storia d’amore, ma è un romanzo che ci narra una storia di vita. Una storia di vita triste e dura, una storia simile alla favola di Cenerentola. E come Cenerentola anche Marina cerca il suo principe azzurro per vivere per sempre felice e contenta!

Il Mio Voto:



5 commenti:

  1. *-* già mi ispirava semplicemente dalla trama...dopo la tua recensione non posso far altro che inserirlo in WL :)

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    1. Ciao Valeria, a me è piaciuto tantissimo, spero che piaccia anche a te ;)

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    1. E' carinissimo! Poi lo stile della Bosco è favoloso!

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  3. Wow! Ti ha preso proprio tanto. Bene non vedo l'ora di continuare la lettura *-*

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